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Cosa sono i semi Femminizzati di Cannabis “Light”

I semi femminizzati di Cannabis Light sono dei particolari semi progettati unicamente con l’intento di produrre delle piante di femmina. Difatti, normalmente un seme di Cannabis Light si può sviluppare in una pianta femmina oppure in una pianta maschio. Questo processo, come vuole la le genetica, viene ovviamente determinato dai cromosomi di tipo X oppure da quelli di tipo Y (questi sono chiamati a esprimere il sesso della pianta). La femminizzazione, quindi, altro non è che una procedura, la quale si concentra prevalentemente sulle piante-femmina, obbligandole a ottenere il polline delle piante-maschio, a sua volta necessario per produrre i semi. I semi femminizzati, quindi, producono delle piante con due cromosomi X (la probabilità che tale pianta diventi femmina è pari al 99,99%); i semi di cannabis normali, invece, tendono a produrre più individui di tipo maschile rispetto a quello femminile. L’utilizzo dei semi femminizzati, in realtà, non rappresenta una pratica nuova in ortocoltura, in quanto viene utilizzata già da diversi anni con lo scopo di aumentare la crescita della cannabis tradizionale. L’utilizzo di simili semi garantisce che le piante producano solo dei fiori femminile con i cromosomi XX. Tali semi non sono ancora in vendita in Italia (ma lo saranno presto).

bg_semi_appenninofarmI semi di Cannabis Light contengono una concentrazione di Thc mediamente pari allo 0,2% (per questo sono chiamati light) ma questo parametro dipende dal metodo di coltivazione e altri fattori non trascurabili per ottenere un ottimo prodotto. Tali piante sono state ottenute da lavoro effettuato in passato per ottenere diversi materiali, tra cui le fibre, le biomasse e i semi, non come le piante di origine Olandesi o le ultime Americane selezionate per ottenere delle infiorescenze a scopo ricreativo. Ciononostante, non si tratta comunque di Cannabis Terapeutica (difatti l’impiego di cannabis terapeutica per ora in italia è gestita solo dall’esercito militare in toscana). Pertanto in Italia, per ora,  non è ancora regolamentata la vendita delle infiorescenze, vengono vendute ad uso Tecnico o decorativo/collezionistico.

categoria1-semi-cannabis-certificatiStando alle recenti ricerche effettuate in merito, la Cannabis Light mantiene comunque tutte le proprietà terapeutiche dei cannabioidi. La differenza principale sta comunque nel fatto che il suo utilizzo è privo degli effetti psicoattivi. Questa assenza è anche il motivo principale per cui lo Stato abbia deciso di legalizzare la vendita di Cannabis Light.

Per la produzione dei semi femminizzati di Cannabis Light vengono utilizzate diverse varietà, ora chiamata canapa industriale. Tali varietà erano, in realtà, già da tempo presenti nella lista dei semi coltivabili in Italia in quanto contengono una concentrazione di Thc inferiore al limite che impone la legge.

Oltre alla coltivazione delle infiorescenze, tali semi possono essere usati anche per la produzione della Cannabis Light destinata ad altri settori (come quello cosmetico, dell’abbigliamento e tutti gli usi che richiedono l’utilizzo della pianta femmina di cannabis). I fiori detti anche infiorescenze sono solo i fiori femmina; i fiori maschi si usano solo per prelevare il polline (per far impollinare le femmine per la produzione del seme) perché lo scopo della pianta di cannabis è produrre i semi, non fare i fiori, il fiore è lo strumento che utilizza per catturare il polline maschile. I fiori femmina che vengono coltivati per prelevare le infiorescenze non vengono fatti impollinare, in quanto qualora la pianta venisse impollinata, il fiore smette di crescere e resta relativamente piccolo producendo delle sacche con i semi. D’altro canto, se il fiore non venisse impollinato, diventerebbe sempre più grande in modo da cercare il polline. In base a una delle 65 specie di Cannabis la cui coltivazione è permessa in Italia, il fiore può produrre una quantità variabile di resina a sua volta utile per catturare il polline.

Nel mondo di oggi la cultura della cannabis è in forte crescita. Si conducono test scientifici all’avanguardia in tutto il mondo e stiamo imparando che ci sono molte altre cose da scoprire a livello di contenuto di questa magica pianta. Una delle maggiori scoperte della ricerca moderna è stato il secondo cannabinoide con la maggior concentrazione: il Cannabidiolo, abbreviato CBD. Il THC e il CBD sono i cannabinoidi presenti per natura in maggior concentrazione: il THC costituisce il 12-25% e il CBD>1-4%in media.

Il CBD è come un fratello o una sorella del THC, perché come tutti i fratelli a volte si funziona simbioticamente e altre si combatte o si compensa l’altro. A differenza del Cannabidiolo, il THC è un composto psicoattivo (il che significa che influisce sulla funzionalità cerebrale agendo a livello del sistema nervoso centrale, il che risulta in un’alterazione di stato d’animo, comportamento, percezione e funzioni cognitive) e i suoi effetti sono quelli che sentono maggiormente coloro che fumano cannabis. Fra gli effetti c’è un senso di relax, l’aumento della sensibilità e naturalmente l’inevitabile fame chimica. Ha inoltre un uno officinale in una serie di sintomi, fra cui: dolore da lieve a moderato, insonnia, depressione, nausea e perdita di appetito, solo per citarne alcuni. Per alcuni però il THC può rivelarsi fonte di ansia e paranoia, spesso in relazione alla sensazione di rallentamento dello scorrere del tempo, che naturalmente non corrisponde a realtà.

 

Il relativo giro d’affari è di quelli grandiosi ben 40 milioni di euro con tanto di veri e propri negozi (principalmente sul web, ma non solo), dove si possono acquistare i semi di questo genere. Nel giro di soli 5 anni i terreni destinati alla coltivazione di Cannabis Light sono aumentati di oltre 10 volte (dai 400 ettari del 2013 a più di 4,000 ettari del 2018).

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