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La marijuana e la fertilità maschile

Se stai leggendo questo articolo forse ti sei già chiesto, durante la tua vita, quali siano gli effetti del consumo di marijuana sugli spermatozoi. Ciò perché, in ambito scientifico, una volta si sosteneva che il consumo di cannabinoidi potesse limitare la produzione di spermatozoi e quindi minare la fertilità maschile. Ebbene gli studi scientifici più recenti sembrano invece sostenere il contrario, così qui andremo a scoprire se fumare canapa faccia bene o meno agli spermatozoi e se esistono collegamenti chiari tra consumo di cannabinoidi e infertilità.

L’infertilità è un problema che colpisce molte coppie, e viene definita dagli specialisti del settore come l’incapacità di concepire dopo 12-18 mesi di tentativi di riproduzione. Tantissimi paesi occidentali hanno subito negli ultimi decenni un calo drastico della natalità, un po’ perché meno persone scelgono di mettere su famiglia e un po’ anche perché il tasso di fertilità appare diminuito rispetto ad un tempo, sia per l’uomo che per la donna. Le cause di infertilità correlate alle nuove generazioni sono spesso l’età avanzata, l’abitudine al consumo di sigarette, il poco esercizio fisico, una dieta non sana, lo stress, l’essere sovrappeso, l’esposizione a tossine (sia inquinamento ambientale che da alcool e droghe). Così, si potrebbe pensare che il consumo regolare di marijuana possa minare la procreazione e nel caso specifico possa portare ad una diminuzione del numero di spermatozoi, ma la verità è che ora che abbiamo molti più studi e più possibilità di studiare la cannabis si è scoperto che potrebbe essere il contrario: un frequente ma moderato consumo di cannabinoidi sembra essere collegato alla produzione di un numero maggiore di spermatozoi.

Abbiamo deciso di documentarci leggendo diversi studi scientifici prodotti negli ultimi anni e onestamente appare chiaro che ancora la comunità scientifica non si sia data una risposta definitiva riguardante l’effetto della cannabis sugli spermatozoi. Gli uomini che nell’arco della loro vita hanno fumato quotidianamente marijuana saranno più o meno capaci di procreare? Oppure i cannabinoidi non influenzano il corpo umano in questo ambito? Gli studi disponibili offrono pareri molto contrastanti.

Uno studio a lungo termine dell’Università di Oxford contraddice le tesi che vedono la cannabis come un pericolo per la fertilità ma ovviamente è necessario leggere in modo approfondito lo studio ed interpretare i dati non superficialmente per ottenere una qualche certezza.

Tale studio è stato pubblicato su Human Reproduction e si basa sull’analisi di più di un migliaio di campioni contenenti sperma di 662 uomini di età media 36 anni, questi soggetti si erano rivolti a una clinica per la fertilità tra il 2000 e il 2017 e avevano accettato di fare parte alla valutazione sulla qualità dello sperma. La maggior parte dei campioni mostrava conte spermatiche nella norma e secondo i questionari compilati circa il 55% dei partecipanti aveva fumato marijuana nella vita: il 44% ne aveva fatto uso nel passato mentre l’11% perseverava nel farne uso più o meno frequente. Ebbene secondo questi test gli uomini che avevano consumato cannabis mostravano una conta spermatica più efficace e produttiva di chi non ne aveva mai fatto uso, soprattutto i fumatori abituali apparivano quelli con più alti livelli di testosterone nel gruppo di studio. L’ipotesi degli studiosi è che la differenza d’azione dei cannabinoidi dipenda dal dosaggio: alte dosi quotidiane potrebbero inibire la produzione di testosterone mentre dosi moderate ma frequenti potrebbero invece stimolare le attività dei testicoli.

Questo potrebbe spiegare perché altri test vanno nella direzione opposta valutando il consumo di cannabis come negativo per la fertilità maschile. L’altro parametro ancora troppo poco studiato è quello che valuta separatamente l’attività sulla produzione di spermatozoi dei due cannabinoidi principali: CBD e THC.

Cosa abbiamo dedotto dalla ricerca fatta su questo argomento? Che ci sono buone probabilità che la tesi ormai antica che la cannabis inibisca a prescindere da quantitativo e qualità la produzione di spermatozoi non sia più accettabile come tautologia scientifica, anzi viene messa in dubbio da recenti studi che predicano l’esatto contrario, che i cannabinoidi stimolano l’attività testicolare. Praticamente non è ancora possibile comprendere in toto come il consumo di cannabis influenzi la fertilità dell’uomo, ma non si può escludere che un consumo moderato di cannabis possa essere propositivo al concepimento.

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