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Trimmer: ecco cos’è

Affinché si possano pulire i fiori di cannabis light è necessario un accessorio apposito,  ovvero il trimmer. Questo è uno strumento di cui nessun coltivatore di canapa può fare a meno. Soprattutto quando il volume delle piante diventa consistente, il trimmer si rivela un alleato indispensabile, capace di velocizzare il lavoro di più di dieci volte rispetto a quel che avviene con il trimmaggio manuale. Un trimmer canapa elettrico, però, non è solo veloce: un altro suo pregio è fornito dal livello di accuratezza che è in grado di garantire, ovviamente a patto che venga usato in maniera appropriata.

La tecnica che i coltivatori di canapa usano in maniera più consistente è quella della pulizia della canapa a fresco, che con un trimmer presuppone un lavoro manuale ridotto e al tempo stesso si dimostra più veloce. Prima che il fiore di cannabis venga passato all’interno del trimmer, la canapa deve essere defogliata: questo vuol dire che prima del trimmaggio occorre sempre stimare un’operazione di lavoro manuale. Le opinioni degli addetti ai lavori in merito sono piuttosto discordi: c’è chi è convinto che si tratti della tecnica più efficace e chi, invece, afferma che nel processo di pulizia si finisce per perdere una parte di resina.

I trimmer a fresco possono essere di tre tipi: ci sono i trimmer a tamburo, i trimmer a spatola e i trimmer da tavolo. I trimmer a tamburo sono quelli più veloci, ma d’altro canto sono anche quelli che costano di più. Essi garantiscono una velocità che può raggiungere i 18 chili di fresco l’ora, e consentono tanto la lavorazione del secco quanto quella del fresco. I trimmer a spatole, invece, possono essere distinti in trim pro automatic, master trimmer mt pro, warrior cut, e così via. Essi richiedono di sbocciolare i fiori per poi metterli nel trimmer dopo aver rimosso le cosiddette sun leaves, vale a dire le foglie di dimensioni più grandi. Infine, ecco i trimmer da tavolo, che sono i più diffusi anche perché si tratta di quelli che costano meno. Essi sono raccomandati per pulire a fresco quei fiori che, però, richiedono un’altra passata dopo che si saranno seccati. La procedura di utilizzo prevede di appendere i fiori ancora sui rami; dopodiché si mondano i boccioli dal ramo.

Qualora si dovesse scegliere la pulizia a secco, è necessario un livello di evaporazione dell’acqua che oscilla fra il 70 e l’80%. C’è bisogno, infatti, di un livello di essiccazione ben preciso; il seccaggio non deve essere completo, altrimenti c’è il pericolo che i fiori si danneggino. Il fatto è che se i fiori fossero eccessivamente secchi, venendo lavorati finirebbero per avere le cime sgretolate, e questo vorrebbe dire perdere la maggior parte del raccolto. Anzi, il consiglio degli esperti è quello di effettuare diverse prove nel corso della settimana di seccaggio. Si può scegliere fra i trimmer dtc e dtc pro, i trimmer centurion e i trimmer per secco tom’s tumbler. Questi ultimi rappresentano una novità degli anni più recenti e si caratterizzano per la presenza di un setaccio a nido di ape, la cui rotazione garantisce una pulizia completa delle infiorescenze.

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