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Uno spray alla marijuana contro il tumore al cervello

Le organizzazioni benefiche che finanziano la ricerca contro il cancro, insieme al servizio sanitario nazionale inglese, sono pronti a sperimentare uno spray nasale alla marijuana contro i tumori al cervello, ideato per combattere tale malattia.

Il glioblastoma è un tumore al cervello aggressivo, difficile da trattare e altamente recidivo. È fatale nonostante i medici utilizzino la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia per curarlo. Attualmente la speranza di vita dalla diagnosi e dai 12 ai 18 mesi, che diventano 10 in caso di recidiva.

Sativex è già stato somministrato a pazienti con sclerosi multipla, ma non ha avuto effetti. È uno dei tre medicinali a base di cannabis attualmente in uso nel NHS. Susan Short, professoressa di oncologia clinica e neuro-oncologia presso l’Università di Leeds, principale autore dello studio, ne ha parlato al The Guardian.

«Pensiamo che il Sativex possa uccidere le cellule tumorali del glioblastoma e che possa essere particolarmente efficace se somministrato con la chemioterapia con temozolomide, quindi potrebbe aumentare gli effetti del trattamento chemioterapico nel fermare la crescita di questi tumori, consentendo ai pazienti di vivere più a lungo. Questo è ciò che vogliamo testare nello studio», ha detto.

Sativex contiene quantità uguali di due cannabinoidi: la sostanza psicoattiva Delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), che dà agli utenti uno “sballo”, e il cannabidiolo (CBD), che può aiutare a ridurre il dolore, l’infiammazione e l’ansia senza indurre alcun effetto psicoattivo. Ne ha parlato il dottor David Jenkinson, amministratore delegato ad interim di Brain Tumor Charity.

«Speriamo che questo studio possa aprire la strada a una nuova ancora di salvezza tanto attesa che potrebbe aiutare a offrire ai pazienti con glioblastoma preziosi mesi in più per vivere e creare ricordi con i loro cari. Sappiamo che c’è un interesse significativo nella nostra comunità per la potenziale attività dei cannabinoidi nel trattamento dei glioblastomi e siamo davvero entusiasti che questa prima sperimentazione mondiale qui nel Regno Unito possa aiutare ad accelerare queste risposte», le sue parole riportate dal Guardian.

«I recenti risultati in fase iniziale sono stati davvero promettenti e ora non vediamo l’ora di capire se l’aggiunta di Sativex alla chemioterapia potrebbe offrire un prolungamento della vita e una migliore qualità della vita, il che sarebbe un importante passo avanti nella nostra capacità di trattare questa malattia devastante», ha aggiunto Jenkinson.

Short ha affermato che lo studio iniziale suggeriva che il farmaco potesse dare ad alcune persone un po’ di vita in più. Più partecipanti che avevano assunto Sativex erano ancora vivi un anno dopo rispetto a quelli che avevano preso un placebo.

«Ha dimostrato che questa combinazione era sicura, sebbene alcuni pazienti avessero problemi con effetti collaterali tra cui stanchezza e vertigini. Lo studio non è stato progettato per verificare se il Sativex fosse migliore in termini di sopravvivenza. Ma i suoi risulltati hanno mostrato che alcuni pazienti trattati con Sativex hanno fatto meglio del previsto e meglio di quelli che trattati con la chemioterapia», ha detto.

 

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