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Le interazioni tra farmaci e marijuana

Come ben sappiamo la marijuana in Italia è illegale, però è comunque bene sapere che alcuni farmaci non vanno assolutamente d’accordo con il suo utilizzo in quanto si potrebbero avere effetti collaterali anche gravi.

Allo stesso modo è possibile che l’interazione sia inversa e che proprio l’uso della marijuana modifichi l’efficacia di alcuni farmaci: alcune tipologie di interazioni tra farmaci e cannabis sono note se non, addirittura, utilizzate in alcune situazioni mediche, come per esempio il potenziamento dell’effetto antidolorifico o con l’azione sinergica tra cannabis e farmaci per l’abbassamento della pressione intraoculare per la cura del glaucoma, così come per l’aumento dell’azione dei farmaci antispastici e antiemetici.

Altre combinazioni invece sono potenzialmente pericolose e vanno conosciute per non rischiare di incorrere in peggioramenti anche gravi dello stato di salute. Nello specifico bisogna stare molto attenti con le sostanze psicotrope, i farmaci che agiscono sul cuore e sulla circolazione, i sedativi o i medicinali che agiscono sul sistema nervoso.

Ad esempio, la marijuana è famosa quale potenziatore dell’effetto di farmaci anticoagulanti come l’eparina o la warfarina: per tale ragione può essere rischioso per chi assume questo tipo di farmaco consumare cannabis. Infatti uno squilibrio della coagulazione può dare luogo a sanguinamenti importanti, ematomi ed emorragie.

Anche chi ha problemi con la pressione arteriosa deve stare molto attento quando assume marijuana, perché questa tende a farla abbassare: il cannabinoide psicoattivo della cannabis, infatti, è in grado di stimolare alcuni recettori che portano ad un’intensificazione delle attività del cuore, ad un maggiore consumo di ossigeno e ad un calo pressorio anche notevole, particolarmente problematico per chi già assume farmaci per il controllo della pressione.

Inoltre, è stato dimostrato che l’assunzione di cannabinoidi in quantità elevate può inibire le attività del citocromo P450, limitando quindi l’effetto dei medicinali assunti, proprio come accade per il succo di pompelmo e il tè verde. Il più comune tra questi è sicuramente il viagra, il farmaco per le disfunzioni erettili che, purtroppo, se assunto insieme ad alti dosaggi di marijuana potrebbe non portare all’effetto desiderato.

Per ciò che, invece, concerne i barbiturici, i narcotici, gli antidepressivi ed i sedativi il problema principale consiste nel fatto che il loro meccanismo d’azione si somma con l’effetto molto simile prodotto da parte dei cannabinoidi. Inoltre, per quanto riguarda gli antidepressivi triciclici è molto importante sapere che l’assunzione contemporanea di marijuana può causare un effetto maggiorativo di alcuni effetti collaterali (come la tachicardia).

Riguardo i farmaci anticolinergici (quelli che inibiscono l’attività del neurotrasmettitore acetilcolina a livello del sistema nervoso centrale) e i farmaci simpaticomimetici (come amfetamine e adrenalina) possono dare alcuni effetti collaterali di tipo cardiaco (come tachicardia e pressione alta) se assunti in concomitanza con cannabis ad alti livelli di THC.

In ultimo, possiamo dire che l’effetto antidolorifico degli oppioidi può essere sostenuto dal consumo di cannabis, ma questa combinazione va effettuata con cautela perché anche l’effetto sedativo del farmaco può sommarsi con quello dato dalla marijuana.

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